Esplora l’invisibile, scopri l’emozione

Pennellate di colore e istinto trasformano la tela in un viaggio sensoriale. Scopri l’arte astratta di Flavia Guerrieri, creata per ispirare e per far vibrare i tuoi spazi.

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Recensioni dei clienti

Sofia C.
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Ho visto questo quadro e me ne sono subito innamorata, non solo perché Flavia ha utilizzato al suo interno il mio colore preferito, ma perché al suo interno ci vedo tutta la forza e tutta l’intensità delle passioni assolute. Mi ritrovo in ogni pennellata come fosse un mio ritratto e sono davvero felice che sia approdato sulla parete della mia camera
Alessia C.
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Perché ho scelto Flavia? Perché i suoi quadri esprimono la sua personalità, colore, dolcezza ma infondo una personalità che sa cosa vuole… Guardavo quel quadro e dicevo… Deve essere mio… Mi attirava, amo quei colori vivaci, amo le emozioni che sprigiona, lo guardo e sto bene. Non so spiegare come, mi ha rapita, sarà lo slancio nei tratti, sarà la luminosità che emana ma… sono sicura che nella mia nuova casa mi darà pace, serenità ma anche forza… A presto Flavia al prossimo quadro
Simona A.
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L’arte che scelgo per arredare la mia casa deve esprimere la mia natura. Ed in questo quadro c’è tutto: bellezza, eleganza, femminilità e imprevedibilità. Per questo ho scelto Flavia
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Scopri di più sulla mia storia e sul mio percorso artistico

La mia arte è un’esplorazione continua di gesti, colori ed emozioni. Ho iniziato a dipingere sulla terrazza del mio vecchio appartamento, nel giugno 2022. Intorno a me, palazzi in costruzione; sopra, il cielo azzurro; sotto, le fronde verdissime di un viale alberato, da cui filtrava la luce. È lì che ho sentito la poesia trasformarsi in un’energia incontenibile, un’esplosione di libertà che ha preso forma nel gesto istintivo di gettare il colore sulla tela. 

Il mio percorso artistico è iniziato dallo studio teorico: prima in Accademia a Roma, poi nella facoltà di Storia dell’arte a Bologna, dove mi sono laureata con il massimo dei voti, e infine con un periodo di studi alla Bauhaus Universität. Tuttavia, la teoria non bastava: cercavo il vuoto della tela bianca, il terrore e l’adrenalina di rompere gli schemi. È così che sono arrivata all’arte astratta, trasformando il colore in linguaggio, scrivendo con esso sul mio corpo e lasciandomi attraversare dalla materia mentre dipingevo. In questa dialettica tra dentro e fuori, tra ciò che si appare e ciò che si è, l’arte diventa un ponte tra il sé e l’altro. Privata di riferimenti figurativi, diventa uno specchio che ci invita a guardarci senza giudizio, a esplorare l’assurdo e il surreale, in una dimensione che riecheggia il letterario kafkiano.  

Nella serie “Impeto”, la forza degli eventi atmosferici diventa metafora degli stati mentali. Fiumi in piena e tempeste di colore liberano emozioni represse con violenza ed energia. Il colore, come un tornado, travolge e scuote, portando a un’improvvisa sensazione di libertà. Quadri come Tide, Vortex e Brain Fog sono un ritorno all’essenza più autentica del sé. 

La serie “Whispers”, invece, introduce l’elemento materico della cola di colore. Attraverso le sue stratificazioni e intensità variabili, si delinea un processo di guarigione e distacco. Anche qui, la tensione tra esterno e interno si fa evidente: ciò che si mostra e ciò che si cela convivono in un fragile equilibrio. Ne sono esempi Melted nightmares, Letting go ed Eros.

Infine, la serie “Cuts” evoca ferite razionali che squarciano la tela, trascinandoci in uno stato di immersione emotiva. Il rosso si manifesta in forme diverse—condensato, a grumi, liquefatto o rarefatto—creando uno spazio viscerale, istintivo, dove la tensione emotiva prende corpo e si fa materia. È un conflitto tra prigionia mentale e liberazione, un equilibrio precario che, nel suo superamento, sprigiona passioni assolute. Tra le opere vi sono I’m a dot alone in the red desert, I know your mark, The red room – where utopia becomes dystopia.

Ogni opera è un’indagine sull’essere, un dialogo tra istinto e consapevolezza, tra caos e struttura. L’arte diventa così un’esperienza fisica e mentale, un territorio in cui abbandonarsi e ritrovarsi.