Jan Steen, La donna malata, 1633-66, Amsterdam, Rijkmuseum

Il rapporto tra pittura e medicina è stato indagato soprattutto in ambito fiammingo. Ve ne sono davvero molti esempi.

Il quadro “La donna malata” di Jan Steen,1663-66 conservato ad Amsterdam nel Rijksmuseum rappresenta un male noto come minne-pijn (dolore al cuore) o minne -koorts(febbre al cuore) : è una malattia nervosa, apparentemente molto diffusa nel Seicento nei Paesi Bassi, che fu oggetto di molti trattati medici. Si pensava che l’amore insoddisfatto o non corrisposto causasse uno squilibrio dei quattro umori e provocasse melanconia, polso irregolare, pallore, disturbi dell’appetito e oscillazioni dell’uomore.

Il dottor Henry Meige, neurologo, effettuò un esame comparativo di questa serie di dipinti, molti effettuati per mano del pittore olandese Jan Steen, poichè pensava che attraverso la descrizione pittorica del reale si potessero ricostruire i disturbi reali dei soggetti, trattati come pazienti. Pubblicando i dipinti nel suo lungo scritto intitolato Mal d’amore del 1899 nella sezione Les Peintres de la médicine della rivista della scuola psichiatrica “Nouvelle Iconographie de la Salpêrtrière”, Meige sospende tuttavia il giudizio iconodiagnostico sollecitando il nostro sguardo piuttosto sulla ricchezza di elementi simbolici e sulle non così palesi finalità moralistiche dei dipinti intorno alla malattia. 

Quello che ne emerge è una messa in ridicolo della figura del medico del tempo di fronte a una malattia la cui origine non va ricercata direttamente in apparenti cause fisiche ma nella psiche: in questo caso è il pittore a illuminarci e a svelare il senso romantico della malattia, con dettagli corsparsi nel quadro, che il dottore sembra ignorare. Il medico al contrario è ritratto in queste scene come incapace di dare una diagnosi psichiatrica e di trovare una risposta univoca a dubbi nosografici e sulla diagnosi differenziale che scaturiscono dai sintomi della paziente: mal d’amore, melanconia erotica e gravidanza sono la stessa cosa?

Jan Steen, La visita medica, 1661-62, The Wellington Collection, Apsley House, Londra

 

Ne “La visita medica” di Jan Steen, 1661-62, molteplici sono i segni sparsi dal pittore simboleggianti il tema dell’inappagamento erotico. In basso a sinistra troviamo un bambinetto che prepara frecce per il suo arco giocattolo, evocando un Cupido bambino dalle frecce spuntate, poichè il desiderio è inappagato. La ragione si troverebbe nell’uomo sullo sfondo, dedito allo studio, che ignora i sentimenti della protagonista. Altro simbolo erotico si trova nel pendolo posto sulla parete dove una figura brandisce un martelletto, e nel quadro appeso alla parete che rappresenta Venere e Adone, nato dall’amore incestuoso di Mirra con suo padre Cinira, re di Cipro.

Altri sono invece gli strumenti propri del medico che appaiono parallelamente in questi dipinti con un significato ben più concreto: ampolle, siringhe, mosche applicate sulla tempia, scaldini.

Partendo da queste considerazioni iconografiche Meige solleva dubbi di ben più ampia portata: “Come mai questi sintomi sono tanto diffusi nei Paesi Bassi?” e soprattutto “La malattia va presa sul serio?” Lasciandovi con un dubbio deontologico, vi auguro buona lettura.

Per chi volesse approfondire l’argomento: “Il pennello di Cupido”, Chiara Tartarini

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