Flavia Guerrieri is an artist and author based in Italy
Ciao, sono Flavia. Benvenuto/a nella mia ricerca estetica.
Laureata cum laude in Storia dell’arte e autrice del saggio “La pagina svelata. Il libro nella storia dell’arte”, borsista Erasmus presso la Bauhaus Universität in Germania, una scuola di arte e design che tra il 1919 e il 1933 fu punto di riferimento per tutti i movimenti d’innovazione europei nel campo dell’arte e legata in modo cruciale al dibattito novecentesco tra tecnologia e cultura, ho sempre esercitato la creatività nel settore estetico.
Formazione Universitaria
- Laurea magistrale con votazione 110 e lode in Storia dell'arte presso Alma Mater Studiorum di Bologna con tesi sperimentale in Semiotica del visibile "Il libro nella pittura dell'età moderna", risultata finalista presso il Premio Internazionale Mario Luzi 2020/2021come miglior tesi magistrale.
- Laurea triennale in Anatomia Artistica "Il corpo tra anatomia e architettura. Modelli antropometrici rinascimentali" presso l'Accademia di Belle Arti di Roma con votazione 110/110.
- Corso di perfezionamento CLIL (Content and Language Integrated Learning) per l’insegnamento di contenuti disciplinari in lingua inglese, con tesi in Basi cognitive, motivazionali, sociali nei processi dell'apprendimento dal titolo: "Apprendimento e inibizione: l'arte come libertà incondizionata di espressione simbolica. Per una didattica dell'arte in età evolutiva".
Competenze
Temi di ricerca: il libro nei dipinti, un dipinto con libro
Oltre alla mia produzione come artista astratta, il mio percorso creativo si arricchisce di una ricerca visiva e teorica dedicata a un oggetto speciale: il libro. Ho esplorato questo legame sia nella scrittura, con un saggio incentrato sulla presenza e sul ruolo dei libri nei dipinti della storia dell’arte, sia nella pittura, realizzando un mio autoritratto con libro.
Nelle mie opere, l’interesse per questo elemento non è puramente figurativo. Mi sono accostata al libro quasi come a un segno astratto di un significante, considerandolo il destinatario di un significato immaginativo che spetta a chi guarda decodificare e completare.
Così è nata “La pagina svelata. Il libro nella storia dell’arte” , testo edito da Capponi editore, disponibile in tutte le librerie fisiche e online (Feltrinelli, Mondadori, Amazon etc.) a partire dal 25 gennaio 2024.
Il saggio si sviluppa in chiave astratta e semiotica andando a dipanare i significati del libro nella pittura, utilizzando categorie prese in prestito dal filosofo Heidegger, dal massmediologo McLuhan, da Lucia Corrain, semiologa dell’arte, e da Lina Bolzoni, critica letteraria, fino alla creazione di nuovi territori di ricerca.
Se nel mio saggio ho analizzato il ruolo del libro nei dipinti, nell’Autoritratto con libro ho voluto applicare in prima persona quella stessa ricerca: il libro diventa specchio del sè.
L’idea di dipingere un quadro simile è nata dal desiderio di omaggiare la donna comune dedita agli studia humanitatis e il gesto come legante tra l’oggetto materiale e il sè.
Il gesto
Il gesto della pagina piegata (iconografia introdotta dalle figure sacre del fiammingo Memling) vorrebbe esprimere il dinamismo del pensiero.
Nel Rinascimento il libro era spesso rappresentato chiuso per dare risalto all’identità e allo status del suo possessore. Così era per una tipologia di ritratti a opera di Bronzino. Sono i pittori rinascimentali Memling e Lorenzo Lotto a focalizzare la loro attenzione sulla rappresentazione dinamica di un volume!
L’Autoritratto mostra una gestualità razionale in rapporto al libro, anche rispetto alla posizione delle mani.
Per definire la posizione delle mani nel Rinascimento esistevano dei veri e propri trattati di chironomia. A volte l’indice era usato per indicare il cielo (come nel San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci) altre per indicare Dio (Creazione di Adamo, Michelangelo).
In questo caso l’indice flesso poggiato sul libro va a indicare un pensiero spigoloso, acuto, che non si uniforma, tipico dei tormenti della giovane età.
Lettura semiotica
All’interno del dipinto possiamo individuare una doppia equazione, riprendendo la teoria delle correlazioni simboliche di Greimas, fondatore della semiotica dell’arte.
La prima correlazione (I triangolo) mette in connessione la rosa, la donna e il libro offerto allo spettatore. La donna infatti è come una rosa bianca che nasconde alla vista la bellezza e rinuncia ai piaceri fugaci, in quanto si volge al piacere razionale, al quale ella invita lo spettatore a prendere parte offrendogli un libro.
Si tratta di un invito alla vita contemplativa.
La seconda correlazione (II triangolo) mette in connessione il dipinto astratto, la tavolozza con i pennelli e una foglia secca. La composizione di tali elementi suggerisce di sperimentare il piacere immediato dell’arte, la quale riempie le ferite dell’inconscio, riportando in vita ciò che è morto.
Si tratta di un invito alla vita attiva.
La composizione
Spesso la rappresentazione del pensiero è stata associata all’idea filosofica del sommo bene. Lo storico Wolfflin spiega che per rappresentare il bene nel Rinascimento si utilizzava uno stile classico, rispecchiato dal chiuso, dal simmetrico e dal bilaterale.
Al contrario lo stile anticlassico, per Wolfflin, tipico del Seicento, è rispecchiato da tutto ciò che è aperto, dall’asimmetrico e dal diagonale.
In “Autoritratto con libro” l’apertura della composizione del ritratto, sottolineata dalla doppia diagonale e dal libro che scompare in primo piano fuori dalla cornice, enfatizza il desiderio di esplorare e conoscere attraverso l’apertura mentale. Soggetto del pensiero è la ricerca.
Una curiosità? Il libro in primo piano è “The Waves” di Virginia Woolf, uno dei romanzi più sperimentali e vividi della celebre scrittrice, ricco di immagini, sinestesie e simbolismi.
Trovi l’autoritratto nella dedica al libro!
Per chi volesse approfondire l’argomento “libro” può consultare i testi, presenti nella biblioteca OBA di Amsterdam: