Mi sono innamorata di questa Julia Roberts che interpreta una professoressa femminista di Storia dell’arte. Una donna che trasmette attraverso l’arte il messaggio più importante alle sue allieve: sempre pensare con la propria testa. Solo adesso capisco la profondità di questo film, pur avendolo già visto tanti anni fa.

Julia Roberts arriva in un prestigioso college femminile, dove il primo giorno di lezione le sue alunne conoscono già a memoria tutto il libro di testo. Sanno già “cos’è l’arte”. 

Di fronte a una classe di esperte erudite di storia dell’arte, la professoressa, inizialmente provocata dalle stesse, e da un sistema universitario profondamente patriarcale, è costretta a ripensare i suoi metodi di insegnamento.

Così un giorno si reca in aula e proietta il disegno di una mucca, sì, una mucca pure brutta, omettendo che è stata lei stessa a realizzarla nella sua infanzia. All’improvviso scende il silenzio e le allieve non sanno più a cosa pensare, come rispondere, né chi sia l’autore.

Questo è il messaggio più importante del film. Per imparare “cos’è Arte”, bisogna dimenticare cosa essa sia.

Allo stesso modo, per imparare “cos’è una donna”, bisogna dimenticare cosa essa sia, dimenticare come essa viene acquisita dagli altri. Solo rifiutando l’acquisizione, si ha la possibilità di ottenere un’identità ed esprimerla.

Julia Roberts interpreta una docente che esce brillantemente dall’accademismo, ponendo le sue allieve di fronte a un’opera d’arte che non sembra tale, o più propriamente di fronte allo scandalo che essa può suscitare. 

Ma, contemporaneamente, le pone anche di fronte a una donna che non sembra tale. Una donna che, dopo gli studi universitari, li abbandona per intraprendere la strada della casalinga e della buona moglie, pur di rifiutare lo scandalo. Una donna che dipinge la maggiorparte di loro e delle donne istruite degli anni Cinquanta.

Le giovani ragazze si scandalizzano perchè alla domanda “Questa è arte?” non hanno una risposta. Ed è proprio questo il punto. Non c’è una risposta più giusta di un’altra. Così accade nella vita di una donna: non ci sono risposte migliori, bisogna seguire la propria autentica vocazione.

E per farlo, perché non prendere spunto dal sorriso della Gioconda?

Una lezione che, sul solco dell’Attimo fuggente, solo la mitica Julia Roberts poteva darci.

Mona Lisa Smile (2003)

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